L’autismo è in aumento ?

riconosci l'autismoL’autismo è un disturbo neuro-psichiatrico che interessa la funzione cerebrale per cui la persona esibisce un comportamento anomalo caratterizzato da una marcata diminuzione dell’integrazione socio-relazionale con gli altri individui e della comunicazione ed un ritiro nel proprio mondo interiore.

Le cause dell’autismo ancora risultano sconosciute anche se vengono perlopiù ristrette a cause genetiche ed ambientali .

In realtà la definizione di autismo e molto difficile, visto che sotto questo nome vengono incluse varie sintomatologie, ed una persona autistica può avere comportamenti e difficoltà completamente diverse da un’altra persona autistica; per questo motivo più correttamente si è iniziato a parlare di Disturbi dello Spettro Autistico (DSA o, in inglese, ASD, Autistic Spectrum Disorders), comprendendo tutta una serie di patologie o sindromi aventi come denominatore comune le suddette caratteristiche comportamentali, sebbene a vari gradi o livelli di intensità.

Periodicamente negli ultimi anni viene lanciato l’allarme di un aumento considerevole dei casi di autismo, parlando addirittura di epidemia, e scatenando illazioni sulle cause, alcune anche molto fantasiose .

L’autismo è in aumento ?

Su questo argomento ho letto vari articoli da fonti attendibili e il quadro complessivo, anche se confuso, descrive un aumento dei casi accertati di autismo, anche se questo non significa che esistono più soggetti autistici rispetto al passato: più semplicemente prima questi casi non venivano diagnosticati o venivano riconosciuti in altre patologie .

Adesso quindi il cerchio intorno alle patologie autistiche si sta stringendo e si inizia a contare con maggiore precisione i casi di autismo .

Il Post 18/04/2014

Alla fine del marzo 2014 il Centre for Disease Control (CDC), l’organismo di controllo del governo statunitense che si occupa di monitorare le malattie diffuse negli Stati Uniti, ha pubblicato una serie di dati che riguarda l’aumento dei casi di autismo. “Aumento” forse è la parola sbagliata: i giornali hanno parlato di una vera e propria “esplosione di casi”. Secondo il CDC, oggi negli Stati Uniti un bambino ogni 68 è affetto da una qualche forma di autismo, un incremento del 30 per cento rispetto a due anni fa. L’aumento appare ancora più sensibile se con i dati torniamo indietro di qualche anno: nel 2002 la cifra era di un bambino ogni 150 e nel 1991 era uno ogni 500. Anche in Italia i casi sembrano in aumento, anche se non ci sono dati così completi come quelli degli Stati Uniti

Focus 19/10/2013

In Gran Bretagna, il numero dei casi di autismo è rimasto stabile nel corso degli ultimi anni.

Come si spiega questo dato, e il fatto che sia così diverso da quello degli Stati Uniti? Gli autori dello studio sono molto prudenti. Si limitano a osservare che «la larga differenza tra i due paesi è molto simile alla differenze nelle percentuali sui bambini diagnosticati e trattati per disturbo da iperattività». Come a dire che, forse, le differenze culturali e la tendenza innegabile negli Stati Uniti a medicalizzare certi tratti della personalità dei bambini, giocano un ruolo nell’interprepazione dei dati.

I pochi dati disponibili per l’Italia, provenienti da due sistemi di rilevazione, uno in Piemonte e l’altro in Emilia Romagna, parlano di una prevalenza di circa 4 casi su mille bambini, simile a quella dell’Inghilterra.

Wired 27/07/2015

Così analizzati, i dati hanno mostrato che una larga parte dell’aumento di diagnosi di disturbi dello spettro autistico è collegata ad una contemporanea diminuzione del numero di bambini con disabilità inseriti in altre categorie (nello stesso periodo ad esempio quelle per ritardo mentale sono diminuite del 65% nel periodo in questione). Secondo i ricercatori americani dunque, per una larga parte le nuove diagnosi di autismo rappresentano casi di disabilità che prima venivano classificati in altro modo. A determinare questo cambiamento sarebbero stati i miglioramenti nelle capacità e nelle tecniche diagnostiche e la maggiore accettabilità di cui godono oggi i disturbi dello spettro autistico, fattori che facilitano il riconoscimento di casi che prima potevano passare inosservati.

Affari Italiani 30/01/2015

Se ne deduce che sia assolutamente indispensabile la creazione di un osservatorio epidemiologico nazionale che consenta di misurare la reale incidenza della malattia. Nel Lazio negli ultimi anni c’è una maggiore attenzione alla problematica dell’autismo. La Regione ha disposto la creazione di una rete assistenziale regionale integrata e l’individuazione di centri di riferimento specializzati per l’integrazione socio-sanitaria dei pazienti affetti da autismo. Anffas forte del suo ruolo di prima e più numerosa associazione italiana ed europea di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, ha avvitato all’interno del progetto nazionale Autismo 2.0, anche uno screening in tal senso, nella speranza che faccia da volano ad altre iniziative.


Diagnosi eccessive e sovrastimate

Ancora il post

La grande maggioranza dei bambini entro i due anni di età manifesta una qualche forma, spesso lieve, di disturbo alimentare o gli capita di fare capricci e avere attacchi di rabbia. Si tratta di comportamenti assolutamente normali nei bambini più piccoli, ma quando sono molto frequenti o molto gravi possono indicare una possibile forma di DSA.

Da uno studio del 2007 realizzato dall’Università del North Carolina venne fuori che oltre il 30 per cento dei bambini diagnosticati con una qualche forma di DSA all’età di 2 anni non erano più considerabili autistici all’età di quattro. Visto che la DSA è un disturbo che difficilmente scompare del tutto senza lasciare traccia, scrive Gnaulati, bisogna concludere che diversi bambini ricevettero una diagnosi di DSA prematura e incompleta, se non proprio sbagliata.

Nota di redazione

Cio’ non toglie che i casi di autismo siano molto più numerosi di quanto si sia portati a pensare. Che sia colpito un bambino ogni 68 oppure un bambino ogni 500, significa comunque che ogni genitore deve fare i conti con la possibilità che il proprio bambino abbia dei disturbi dello spettro autistico .  E’ fondamentale quindi osservare il bambino con occhi obiettivi, senza paure ma anche senza autodifese controproducenti, per capire se ha un comportamento ‘differente’ che debba portare al consulto con una persona esperta.

genitoricontroautismo.org

I sintomi dell’autismo.
Ma come di manifesta l’autismo? Quando mostra i suoi primi segni?
Peraltro, come vedremo, sarà importantissimo coglierne tempestivamente i sintomi iniziali, perché le maggiori possibilità di successo terapeutico dipenderanno proprio dalla precocità di intervento rimediativo.
I criteri diagnostici più significativi per la diagnosi di autismo sono riassumibili nei seguenti punti:

  •  Esordio entro i 30 mesi di età.
  •  Carenza globale di reattività nei confronti di altre persone, verso le quali il bambino si mostra disinteressato e indifferente.
  •  Linguaggio assente o fortemente ridotto e alterato.
  •  Se presenti, forme espressive verbali caratterizzate da ecolalie (ripetizioni delle parole sentite), stereotipie (riproduzioni continue e ossessive delle stesse parole), inversioni di pronomi (parlare per lo più in terza persona), enunciati incomprensibili.
  •  Reazioni bizzarre a vari aspetti dell’ambiente, come ad esempio resistenza ai cambiamenti.
  •  Interesse particolare o inusuale attaccamento per oggetti prevalentemente inanimati.
  •  Aggressività verso se stessi o verso gli altri (non nella totalità dei casi).
  •  Mancato o inadeguato raggiungimento di altre abilità non verbali, quali le autonomie, i comportamenti sociali, le capacità di adattamento.

Non è vero che l’autismo è una malattia incurabile.
Uno dei luoghi comuni assolutamente da sfatare è quello che considera l’autismo una malattia incurabile, uno stato patologico dal quale non si esce.
Sono ormai numerosi i casi di “bambini usciti dall’autismo”, di persone definibili “ex autistici”; nonché quelli di soggetti che pur non recuperando completamente tutte le funzioni compromesse, riescono tuttavia a cambiare profondamente le loro caratteristiche di vita relazionale e sociale, conquistando autonomie e capacità che sollevano comunque i genitori dai grandi oneri e preoccupazioni di avere (e un domani lasciare a se stesso) un figlio ingestibile.
Tra i tanti mali che caratterizzano gli effetti della non conoscenza del problema autismo, il più grave è forse la negazione della possibilità di combatterlo.
Ancora oggi, molti sanitari che non si sono aggiornati sulle possibilità di cura e non si sono documentati sui risultati delle terapie di questa affezione, dissuadono i genitori dei bambini autistici dall’intraprendere percorsi terapeutici, perché -erroneamente- considerati inutili.
I maggiori successi nella riabilitazione-abilitazione dei soggetti con autismo si sono avuti quando il percorso terapeutico è stato avviato entro il terzo anno di vita. Ciò fa comprendere come sia necessaria una diagnosi ed una presa in carico curativa precoce, ed è pertanto necessario che tutti i medici (a cominciare dai pediatri) e gli operatori della riabilitazione abbandonino quella dannosissima concezione riconducibile alla frase “è presto per incominciare”, o “è presto per parlare di autismo”. In riabilitazione, come in diagnostica, non esiste un “presto”, la tempestività non è mai un errore, lo è piuttosto il ritardo di avvio di un programma rimediativo.

L’autismo è in aumento ? ultima modifica: 2015-08-05T16:49:25+00:00 da Salvatore - admin

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